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	<title>I nostri consigli Archivi - PachaMaMas</title>
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	<description>Trekking Travel Tradition</description>
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	<title>I nostri consigli Archivi - PachaMaMas</title>
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		<title>Viaggiare controcorrente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pachamamas]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2023 08:17:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I nostri consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il viaggio è uno strumento potente nelle vostre mani per fare esperienze indimenticabili e durature. Vi permette di mettere alla prova le vostre abilità, affrontare paure e insicurezze e crescere insieme a tutti coloro che incontrerete. Perchè questo succeda siamo convinti di una cosa: è...</p>
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Vi permette di mettere alla prova le vostre abilità, affrontare paure e insicurezze e crescere insieme a tutti coloro che incontrerete.</p><p>Perchè questo succeda siamo convinti di una cosa: è importante sapere come viaggiare. Non ci sono manuali scritti apposta eppure nella nostra vita ci è capitato sicuramente di leggere dei libri di viaggio nelle cui pagine abbiamo trovato ispirazione o vedere dei film la cui trama ci ha colpito particolarmente. Ve ne citiamo due: “In vespa. Da roma a Saigon”, autore Giorgio Bettinelli e “I diari della motocicletta” (titolo originale: Diarios de motocicleta) diretto da Walter Salles (2004).</p><p>Il tema centrale per entrambi è l’avventura; i personaggi decidono per un periodo di tempo di abbandonare le proprie abitudini per esplorare la vita in viaggio, sulla strada, andando incontro ad imprevisti e nuovi incontri. Il viaggio, secondo noi, è un atto di fede in cui ci si lancia senza pensarci troppo, ma con la fiducia di scoprire molto, sia durante, sia alla fine del tragitto. E’ indispensabile però farlo con cognizione di causa e, soprattutto, senza lasciarsi prendere dalla febbre del turismo moderno il cui obbiettivo più importante è quello di esaudire desideri e aspettative senza curarsi dell’esperienza in sè o delle sue modalità.</p><p>Insomma, se avete sognato nella vita di partire per una meta esotica in un resort di lusso con un viaggio organizzato nei minimi dettagli dal tour operator non c’è nulla di male; sarà sicuramente un’esperienza eccitante, piena di sorprese e situazioni piacevoli. Quello però che vogliamo proporvi qui è qualcosa di diverso.</p><p>Abbiamo pensato quindi di darvi alcuni consigli su come organizzare il prossimo viaggio; li potete seguire tutti o solo alcuni, ma siamo abbastanza sicuri che vi aiuteranno a fare un’esperienza diversa attraverso la quale sperimenterete un forte cambiamento e arricchimento personale.</p><p>Quindi senza indugi, ecco a voi a una lista di cose da tenere a mente:</p><ol><li>Comprare <u>solo il biglietto</u> (via terra, aria, acqua) per la destinazione desiderata: esattamente così, quale sia la meta prescelta cercate di organizzare il viaggio il meno possibile; non prenotate alberghi, ristoranti, spostamenti, esperienze varie, attività etc. Date a voi stessi la possibilità di arrivare nel paese e iniziare il vostro viaggio senza reti di protezione, facendovi guidare dall’istinto e dalle informazioni raccolte (vedi consiglio 2). Disclaimer: negli ultimi anni, in molti paesi del mondo, per passare la frontiera, oltre ai documenti neccessari(passaporto, visti etc.) è necessario esibire un pernottamento in hotel per la prima notte: d’accordo questo è necessario riservarlo!</li><li>Leggere prima di partire <u>almento due guide e un libro (romanzo, saggio etc.) scritto da un autore locale</u>; è importante che delle due guide una sia almeno di natura pratica e piena di informazioni utili. Per intenderci le guide possono essere di due tipi: le prime danno una descrizione storica, artistica, sociale, economica del paese in cui volete viaggiare; sono interessanti per capire i contesti culturali e naturalistici delle popolazioni locali e degli habitat, vi daranno sicuramente una mano ad orientarvi nelle usanze e nei costumi più importanti (per evitare fraintendimenti o situazioni di disagio); le seconde, però, sono essenziali per viaggiare in modo avventuroso; sono ricche di informazioni pratiche, come orari dei bus, tratte ferroviarie, ostelli o hotel, ristoranti, attività e percorsi poco battuti. A titolo di esempio, la Lonely Planet è una delle guide più utilizzate nel mondo e spesso ne abbiamo fatto uso durante i nostri viaggi. Più riuscirete a recuperare informazioni utili prima della partenza e più sarà interessante il viaggio.</li><li>Imparare correntemente a <u>parlare la lingua Inglese</u>: dedicate del tempo nella vostra settimana ad imparare questa lingua molto diffusa nel mondo e che vi permetterà di comunicare con molte persone; ovviamente se avete tempo a sufficienza la cosa migliore sarebbe imparare la lingua locale. Quando si viaggia in questo modo è necessario riuscire a comunicare con le persone che vi circondano per ottenere informazioni: sono la vostra principale risorsa per conoscere luoghi, sapere come muoversi e dove andare, imparare a rispettare gli usi locali. Non sempre l’inglese sarà sufficiente, ma è una buona base per viaggiare e relazionarsi anche con gli altri viaggiatori incontrati lungo il percorso.</li><li>Utilizzare <u>mezzi di trasporto locale</u> per muoversi: il viaggio è e rimane soprattutto uno spostamento: da un punto A ad un punto B tutto quello che vi passa in mezzo è la sostanza del viaggio. Non vi fermate alla meta, ma godetevi l’intero viaggio; è lì dove si scoprono cose meravigliose, dove si stringono relazioni d’amicizia seppure brevi, dove ci si può rilassare in un contesto diverso dal nostro e con delle nuove geometrie per gli occhi. Viaggiare con i mezzi locali (bus, treni, battelli etc.) è la maniera migliore per conoscere un paese e la sua cultura: sopratutto in molti paesi del mondo dove il nomadismo è ancora molto ancorato: India, Latino America, Asia e Africa sono abitate da uomini e donne in continuo movimento; sono società molto più fluide e comunitarie della nostra, dove relazioni lavorative, familiari e d’amicizia vivono di continui spostamenti e i rapporti in società sono caratterizzati da moltissime interazioni estemporanee.</li><li>Spegnere <u>i cellulari</u> e comprare<u> una buona macchina fotografica</u>: siamo connessi gran parte della nostra vita, costantemente reperibili. Durante il viaggio cercate di lasciare andare per qualche tempo questa dipendenza sottile e se vi piace l’aspetto documentale del viaggio comprate una buona macchina fotografica. Per i celluari c’è sempre tempo alla sera, quando nel vostro ostello con la connessione wifi potete fare qualche ricerca per pianificare la giornata successiva.</li><li>Comprare una <u>mappa del territorio: </u>quante informazioni ci può dare una mappa del territorio? Moltissime: se vi soffermate qualche ora a guardare una cartina vi accorgerete di quanti suggerimenti vi troverete dentro su luoghi da visitare o semplicemente per orientarvi nei vostri spostamenti. Non è un lavoro solo da cartografi o guide ambientali: le cartine ci possono regalare una impressione generale sulla morfologia del territorio e istintivamente suggerire in base alle nostre preferenze dove dirigerci (laghi, mari, giungle, montagne, città, villaggi, isole etc.).</li><li>Utilizzare <u>couchsurfing.com</u>: la piattaforma online creata ormai da una ventina d’anni offre la possibilità di essere ospitati a casa delle persone, in maniera del tutto gratuita e disinteressata, solo creando un profilo e iniziando ad ottenere delle recensioni positive; il sistema è semplice e permette di viaggiare in maniera diversa dal solito: leggete i profili delle persone che offrono questa disponibilità e trovate persone affini a cui scrivere direttamente: se sarete fortunati potrete soggiornare a casa loro per diversi giorni, fare delle esperienze insieme (una cena, un giro per la città, un trekking, andare al mercato insieme, conoscere i loro amici o familiari etc.).</li><li>Fare <u>auto-stop</u>: viaggiare in questo modo è faticoso, ma estremamente gratificante; non potete immaginare quante conversazioni interessanti, momenti spassosi e imprevisti abbiamo vissuto durante i nostri viaggi mentre ci spostavamo da una destinazione all’altra in auto-stop. Due sono i requisiti fondamentali: armarsi di pazienza perchè a volte il passaggio bisogna aspettarlo e sudarselo e, soprattutto, non fare piani precisi per la giornata. Una è la regola d’oro: trovare dei punti lungo la strada dove le auto sono obbligate a rallentare (dossi, stop etc.) oppure a fermarsi (caselli, pompe di benzina); lì avrete più possibilità e speranza di incontrare qualcuno che si fermi a darvi un passaggio.</li><li>Cercare in-loco delle <u>agenzie di turismo responsabile</u>: una volta arrivati nella località desiderata prendetevi un pò di tempo per visitare l’ufficio turistico locale e leggere sulla guida quali sono i tour operator migliori: passate di persona e raccogliete informazioni sui tour organizzati con particolare attenzione alla sostenibilità; quindi prediligete agenzie con guide locali, con un numero massimo di partecipanti (piccoli gruppi, non più di dieci, quindici persone), con attività attente alla fauna (vietato avvicinarsi agli animali selvatici e a dargli da mangiare) e alla condivisione reale con le comunità locali (momenti di incontro, seminari, lezioni etc.).</li><li>Prendere un <u>tempo indeterminato</u> per il viaggio: questo è l’ultimo consiglio e lo abbiamo messo in fondo proprio perchè siamo consapevoli del fatto che non tutti possano seguirlo: però, qualora ne abbiate la possibilità, cercate un periodo nella vostra vita in cui mettere in stand-by le vostre scadenze, obbiettivi, priorità e ritagliatevi un tempo lungo per viaggiare (almeno tre o quattro mesi). In molti paesi un anno sabbatico è considerato una richiesta ragionevole da parte di un lavoratore per fare nuove esperienze ed è addirittura visto come un riconoscimento da inserire nel curriculum vitae: forse sarebbe ora di fare pressione perchè anche in Italia le aziende iniziassero a valutare questa circostanza. Se avrete successo vi consigliamo di compare un biglietto di sola andata, senza una data di ritorno, per gustarvi ancora di più la sensazione di partire per un’avventura unica nel suo genere. Pensate ai grandi esploratori del cinquecento, mentre veleggiavano verso terre sconosciute, non sapendo cosa avrebbero trovato e quando sarebbero ritornati; nelle loro menti c’erano sicuramente paure e insicurenze, ma l’eccitazione e il gusto per l’avventura li motivarano a fare delle loro vite un laboratorio di esperienze uniche.</li></ol><p>Buon viaggio!</p><p> </p>						</div>
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		<title>Anche le foto non scattate contano</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 13:48:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fin da piccola sapevo che avrei voluto fare l&#8217;archeologa, non c&#8217;era alcun dubbio, era un decisione così chiara nella mia mente.Poi qualcuno mi chiese “Oppure?” e io pensai “Oppure cosa? Non c’è oppure, non c’è un’alternativa, farò l’archeologa!”:in quel preciso istante si formulò l’enigma, non...</p>
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<p>Fin da piccola sapevo che avrei voluto fare l&#8217;archeologa, non c&#8217;era alcun dubbio, era un decisione così chiara nella mia mente.<br>Poi qualcuno mi chiese “<em>Oppure?</em>” e io pensai “<em>Oppure cosa? Non c’è oppure, non c’è un’alternativa, farò l’archeologa!</em>”:in quel preciso istante si formulò l’enigma, non avevo mai pensato ad un’alternativa!<br>Così per giorni il pensiero mi ronzò nella testa finchè non mi venne in mente qualcosa che mi piaceva davvero e che avrei davvero potuto trasformare in un lavoro: la fotografia.&nbsp;</p>



<p>Da che ne ho memoria è sempre stata legata a momenti emozionanti della mia vita, l’ho sempre associata a momenti di benessere e felicità. Oggi scattare una foto fa parte della nostra quotidianità, ma c’è stato un momento in cui la macchina fotografica si tirava fuori per occasioni speciali: compleanni, cerimonie, feste, eventi. La portavamo in viaggio con noi durante le vacanze, consegnavamo con cura il ruffino al fotografo e attendevamo con trepidazione di vedere le foto su carta. A parlarne oggi sembra preistoria, ma che emozione!<br>Eppure il pensiero di diventare una fotografa non mi ha mai convinta davvero, mi piaceva troppo per trasformarla in un &#8220;lavoro&#8221; (che brutta parola!), preferivo conservarla tra le mie passioni personali e così con il mio primo stipendio da archeologa, comprai la mia prima <em>bridge entry level</em>, una <strong><a href="https://www.nikon.it/it_IT/?" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nikon </a></strong>D3200.</p>



<h4 class="has-text-align-center"><em>Camera Forever!</em></h4>



<p class="has-text-align-left">Ormai tutti i cellulari possiedono delle camere dalle prestazioni eccezionali, ma io sono della scuola: <strong><em>Camera Forever!</em> </strong>continuo a preferire la buona, vecchia macchina fotografica a un qualsiasi smartphone di ultima generazione.<br><strong>Perché un telefono potrà anche fare una foto ma non farà mai un fotografo</strong>. <br>Non fraintendetemi, questo non significa che non usi il cellulare per cogliere l&#8217;attimo in mancanza d&#8217;altro, tuttavia ci sono troppe cose che adoro di quella piccola scatoletta che lo smartphone non può soddisfare: il peso di tenerla al collo come fosse un gioiello prezioso; la mano che tengo sull&#8217;obiettivo cercando di proteggerla da qualsiasi cosa; l&#8217;impugnatura intorno al corpo macchina, scelto tra altre decine di modelli perché si adatti perfettamente alle mie mani; avvicinarla al viso e puntare l&#8217;occhio nel mirimo e infine, la cosa più importante: il suono dello scatto. Quel decimo, centesimo, millesimo di secondo in cui l&#8217;otturatore si chiude e produce un suono quasi sentimentale.&nbsp;</p>



<h4 class="has-text-align-center"><em>La perfetta metafora della vita</em></h4>



<p>Nella mia romantica visione del mondo, la fotografia è la perfetta metafora della vita: tutta una questione di prospettiva. <br>Gli avvenimenti più negativi possono trasformarsi in un sollievo se visti nella giusta luce, le cose pesanti diventano leggerissime e anche il tuo corpo, preso nella giusta angolazione, sembra librarsi a 3 metri da terra, quando in realtà sono solo pochi centimetri. Imparare a cambiare prospettiva é uno dei grandi insegnamenti della fotografia; ci insegna a guardare le nostri vite da fuori ogni tanto, cercare la giusta luce, togliere quelle ombre che ci distorcono il viso, diminuire i contrasti.&nbsp;</p>



<p>Una delle tante cose che mi ha fatto innamorare di Marco é stata scoprire che fosse un fotografo, questo mi diceva già tanto di lui e, curiosità,&nbsp; proprio la fotografia ha avuto a che fare anche con il nostro “primo appuntamento” (così come l&#8217;archeologia, ma questa é un&#8217;altra storia!).<br>Era una calda giornata autunnale a Roma, Marco aveva portato con sé la sua macchina, una Nikon DF, bellissima, e io gli avevo chiesto di insegnarmi qualche trucchetto del mestiere. Passammo così tutto il giorno a passeggiare tra le strade e i quartieri della città: prima San Pietro e Prati, poi Castel Sant&#8217;Angelo, il lungo Tevere, il Pantheon, il quartiere ebraico, infine Trastevere. Le foto che abbiamo scattato quel giorno si contano sulle dita di una mano, ma quelle che scorrono nell&#8217;album dei miei ricordi sono molte di più.&nbsp;</p>



<p>La fotografia ha avuto una parte importante nella mia vita e anche in quella di Marco, in qualche modo si può dire che ci abbia avvicinato, ma allo stesso tempo ci sono cose che nessuna foto può raccontare, perché gli occhi con cui ci guardavamo quel giorno non sarebbero mai stati abbastanza luminosi in nessuna fotografia.<br>Sapete, anche le foto non scattate contano.<br>Marco mi ha insegnato che un bravo fotografo sa dosare i suoi scatti, anche se adesso il digitale ce ne regala un’infinità. Sa cancellare senza pietà tutte quelle che foto che non valgono la pena, ma soprattutto sa quando non scattare, quando la foto non renderà mai quel momento, quando vale solo la pena di viverselo.&nbsp;</p>



<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>



<p>Se vi piace la fotografia come piace a noi, aiutateci a condividere questo contenuto! E visto che ci siete, date un&#8217;occhiata ai nostri scatti: in fondo alla<strong> <a href="https://pachamamas.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">homepage </a></strong>trovate gli ultimi pubblicati e il link al nostro profilo <strong><a href="https://www.instagram.com/pacha_mama_s/?hl=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instragram</a>.</strong> </p>



<p>P.S. La foto di copertina è stata scattata da<a href="https://www.facebook.com/lucacaparrelliphotography" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Luca Caparrelli</strong></a><strong>, </strong>un bravissimo fotograto di Roma, vi invito a guardare il suo profilo su FB.</p>
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		<title>Il tempo di fare le scelte giuste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 10:07:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scegliere Yes: Ysabella e la Clean Beauty Il tempo passa, anche in periodo di Covid19, anche quando tutto sembra fermo e immutabile.Questo periodo storico così singolare ha dato a tutti tempo per qualcosa di davvero importante: fare le scelte giuste.Sento sempre più spesso persone appassionate...</p>
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<h4 class="has-text-align-center">Scegliere <em>Yes: Ysabella</em> e la <em>Clean Beauty</em></h4>



<p>Il tempo passa, anche in periodo di Covid19, anche quando tutto sembra fermo e immutabile.<br>Questo periodo storico così singolare ha dato a tutti tempo per qualcosa di davvero importante: fare le scelte giuste.<br>Sento sempre più spesso persone appassionate di ambiente e sostenibilità, persone che hanno preso consapevolezza del fatto che con i loro gesti quotidiani possono fare la differenza. <br>I ritmi più lenti di quest’ultimo anno ci hanno messo davanti a scelte difficili, faccia a faccia con la realtà delle nostre vite, non sempre aderenti a ciò che avremmo desiderato. È&nbsp; stato in quel momento che abbiamo preso in mano queste realtà insoddisfacenti e abbiamo cominciato a reagire, ci siamo presi il tempo di fare le scelte giuste, tutte quelle scelte che avevamo sempre rimandato perché…non avevamo tempo.<br>Ho sentito decine di storie di questo tipo: c’è chi ha finalmente iniziato una dieta alimentare più attenta, chi si è informato su temi che non conosceva leggendo libri o guardando documentari, chi ha iniziato un percorso di crescita personale, magari con un terapista, chi ha rivisto le sue priorità, in termini di consumo, materialità e spiritualità.<br>In tutte queste azioni così diverse ci ho visto un piccolo, ma fondamentale denominatore comune, il desiderio di fare un passo più sostenibile; quando facciamo qualcosa non solo per il nostro bene, ma per il bene di tutti e del pianeta, allora agiamo in modo sostenibile.<br>Improvvisamente ho realizzato che, durante questo periodo di stallo tutti, ma proprio tutti, si sono fatti la fatidica domanda “Cos’è questo sviluppo sostenibile di cui tutti parlano?”.<br>Non voglio dire con questo che tutti abbiamo abbracciato la sostenibilità come nuovo stile di vita, ma almeno la direzione intrapresa è incoraggiante: meno consumo di carne, più passeggiate a piedi, più attenzione agli sprechi, al riciclo e soprattutto, all’acquisto!</p>



<p></p>



<h4 class="has-text-align-center">Cos&#8217;è Yes:Ysabella?</h4>



<p><br>Ecco quindi che arrivo al nocciolo del nostro articolo: ogni donna acquista prodotti di make-up e per la cosmesi personale, ma sempre più donne fanno attenzione a quello che comprano.<br>Si avvalgono solo di rifornitori che conoscono bene, sanno come operano a livello di rispetto dell’ambiente e dei loro dipendenti, anche a discapito di una minore scelta di prodotti.&nbsp;<br>Che poi, diciamocelo, 10 rossetti non bastano? Dobbiamo proprio scegliere tra 50?<br>Certo non è facile stare sempre al passo con gli ultimi brand in uscita, quelli che magari potrebbero essere più adatti alle esigenze di ognuno di noi, prodotti che rispettano standard per noi più importanti, aziende che si occupano anche di necessità minoritarie o semplicemente piccole imprese del territorio.<br>La strada verso il cambiamento sostenibile è quasi sempre quella più vicina a casa, ma se questa non dovesse essere disponibile e aveste bisogno di un personal shopper per la cosmetica personale il sito che sto per presentarvi è quello che fa per voi.</p>



<p></p>



<h4 class="has-text-align-center">Perchè scegliere Yes:Ysabella?</h4>



<p><br>E’ stato con grande piacere che quando Yes:Ysabella ci ha chiesto un’intervista sul tema della sostenibilità nel settore dei viaggi abbiamo risposto con entusiasmo: non solo perché questo ci permette di diffondere un messaggio che per noi è molto importante, ma perché ci ha permesso di conoscere e di farvi conoscere un sito serio e affidabile da cui iniziare a fare qualche scelta più consapevole nei nostri gesti quotidiani.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="1024" height="505" src="https://pachamamas.it/wp-content/uploads/2021/03/yes-ysabella-1024x505.png" alt="il tempo di fare le scelte giuste. Yes: Ysabella e clean beauty " class="wp-image-2326" srcset="https://pachamamas.it/wp-content/uploads/2021/03/yes-ysabella-1024x505.png 1024w, https://pachamamas.it/wp-content/uploads/2021/03/yes-ysabella-300x148.png 300w, https://pachamamas.it/wp-content/uploads/2021/03/yes-ysabella-768x379.png 768w, https://pachamamas.it/wp-content/uploads/2021/03/yes-ysabella-700x345.png 700w, https://pachamamas.it/wp-content/uploads/2021/03/yes-ysabella.png 1261w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Il tempo di fare le scelte giuste: ecco la Home Page del sito &#8220;Yes:Ysabella&#8221;</em></figcaption></figure></div>


<p>YES: Ysabella è il nuovo punto di riferimento per il movimento del clean beauty trattando di <strong><a href="https://www.yesysabella.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cosmetici naturali</a> </strong>e bio ma anche di tutto ciò che riguarda una maggiore consapevolezza in ambito di consumo cosmetico. Un punto di partenza utilissimo per chi si avvicina per la prima volta ad una cosmetica più sostenibile e “pulita”, ma definirlo solo un sito di Clean Beauty ci sembra riduttivo: la sua attenzione è considerevolmente rivolta anche all’ambiente, ci sono piaciute moltissimo le sue piccole-grandi attenzioni sulle spedizioni a zero emissioni (realizzate in bici nella città di Milano) e sul packging riciclabile.<br>Insomma, come diciamo sempre, la coerenza è importantissima: queste sono le iniziative che ci piace sostenere, quelle che speriamo porteranno la cosmetica ad livello successivo, verso una Green Beauty per i consumatori e per il Pianeta.<br>Ricordate il nostro articolo sul <a href="https://pachamamas.it/2020/02/10/backpacker-for-girls-praticita-e-un-tocco-di-vanita-femminile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Beautycase sostenibile</strong></a>? Se non lo avete già letto, dategli un&#8217;occhiata, cerchiamo di darvi dei consigli concreti su come fare la vostra parte! </p>



<p>P.S. Se non sapete cosa si intende per Clean Beaty, vi invitiamo a leggere<a href="https://www.yesysabella.it/2021/03/15/pachamamas/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> la nostra</strong> <strong>intervista</strong></a> dove facciamo un quadro dello stato attuale del movimento e diamo la nostra opinione in merito. Ovviamente continuate ad informarvi per conto vostro,  formatevi sempre la vostra idea! Il sito Yes:Ysabella vi darà molti spunti su cui riflettere.<br></p>
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		<title>Beauty case da viaggio: praticità e un tocco di vanità femminile.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 14:10:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I nostri consigli]]></category>
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							<h4>Continuiamo con i consigli di viaggio…</h4><p>Siamo alla Parte Seconda dell’articolo scritto da Marco su come <strong><a href="https://pachamamas.it/2019/11/20/organizzare-un-lungo-viaggio/">organizzazzare un lungo viaggio</a></strong>; mi sono riservata l’occasione di scrivere qualcosa più al femminile, sempre considerando che i consigli precedentemente elencati valgono per ogni genere di viaggiatore, con l’inconveniente che noi ragazze faremo più fatica a lasciare a casa scarpe, borse, vestiti a cui necessariamente dovremo rinunciare. Questa è la prima volta che parto solo con uno zaino in spalla, anche se devo ammettere che non ho mai avuto problemi a “viaggiare leggera”, tuttavia questa volta è stato completamente diverso: sapere di avere davanti a me mesi di viaggio in tanti Paesi diversi, con climi differenti ed essere pronta a far fronte ad esigenze di ogni genere, mi ha messo di fronte alla necessità di scegliere con cura cosa portare, prediligendo la praticità con un tocco di vanità.</p><p>Concentriamoci su tutte quelle piccole-grandi cose che per noi ragazze sono essenziali e che ci metteranno di fronte alla domanda: “<em>Questo lo porto?</em>”.<br />Cominciamo con il <strong>beauty case</strong> da viaggio: come saprete già <strong><a href="https://pachamamas.it/il-nostro-progetto-pachamama-s-blog-viaggi-sostenibili/">il nostro progetto Pachamamas’s</a> </strong>vuole seguire in tutte le sue fasi i principi della sostenibilità e così ho deciso che anche il mio beauty aveva bisogno di qualche miglioria. Quelli che vi riporto di seguito sono consigli per un beautycase da viaggio sostenibile, vale a dire prodotti naturali, zero waste, imballaggi plastic free e, ovviamente, leggero: in poche parole secondo i principi della Clean Beauty. Per chi non lo conoscesse, il movimento è nato in America qualche anno fa, seguendo una filosofia che vorrebbe una “bellezza pulita” appunto, non solo in termini di ingredienti, rispetto per la natura e per i lavorati, ma anche di trasparenza nei confronti del consumatore. </p><h4>Un beauty case sostenibile? Si può!</h4><p>Scegliete un contenitore morbido che possa ben adattarsi all’interno dello zaino e se possibile privilegiatene uno in stoffa, che comodamente potrete lavare durante il viaggio. Con un po’ di fantasia, fate in modo che il vostro beauty sia doppiamente sostenibile, restituendo vita a qualcosa che non usate da tempo: nel mio caso sto usando un sacchetto di stoffa che ha cucito mia mamma riciclando un vecchio indumento di quando ero piccola…inutile dirvi che ha acquisito anche un valore sentimentale per me. Fate in modo che il vostro sacchetto si chiuda con lacci spessi e resistenti, vi tornerà utile poter appendere il beauty in bagni “poco confortevoli”.</p><h4><strong>Come preparare un beauty ecofriendly</strong></h4><p>Mi rivolgo a tutte quelle donne che hanno mille creme e cremine, da notte, da giorno, anti-stress, anti-smog, anti-rughe, a qualcosa dovranno rinunciare. Prima di partire ho fatto una piccola ricerca, selezionando solo quelle ditte che seguono fedelmente i principi della sostenibilità e che riducono il più possibile il loro impatto ambientale.<br />La ditta che in assoluto mi ha impressionato per originalità, coerenza e innovazione è assolutamente la <a href="https://it.lush.com/">LUSH</a>: non solo perché il suo <a href="https://it.lush.com/article/codice-etico-e-modello-organizzativo">codice etico</a> è totalmente in linea con il nostro stile di vita, ma perchè le sue soluzioni sono effettivamente adatte per una viaggiatrice! La Lush offre quasi tutti i suoi prodotti in formato solido, occupando meno spazio, evitando l’inconveniente della perdita di liquidi o le limitazioni da bagaglio aereo, ma soprattutto eliminando gli inutili e inquinanti imaballaggi in plastica sostituendoli con comode e leggere scatoline in latta (riciclata), che potrete riutilizzare in mille modi. In questo comodo formato troverete <a href="https://it.lush.com/products/shampoo">shampoo</a>, <a href="https://it.lush.com/products/balsami">balsamo</a>, bagnoschiuma, deodorante, <a href="https://it.lush.com/products/creme-corpo">creme per il corpo </a>e per il <a href="https://it.lush.com/products/creme-e-oli-idratanti-viso">viso</a>: sono sicura che come è capitato a me passerete un’ora rilassante e divertente facendovi consigliare dalle preparatissime commesse fragranze e proprietà dei prodotti, scegliendo quelli più adatti alla vostra pelle e al vostro gusto.<br /><em>CONSIGLIO PRATICO</em>: se come nel nostro caso, vi piacciono i viaggi un po’ all’avventura e considerate di affrontare climi diversi, magari estremi, scegliete delle creme ben idratanti, che possano eliminare fastidi dovuti al vento freddo o al sole troppo caldo. In questo caso devo avvertirvi, le creme formato nudo (cioè senza packaging) della Lush sono estremamente naturali, non usano quasi alcun conservante, quindi se considerata di andare in posti molto caldi rischiate il completo sciogliemento! Solo in questo caso vi consiglio di cercare un’alternativa in scatola.</p><p><strong>Spazzolino e dentrifricio</strong>: sono ormai da tempo in circolazione spazzolini completamente plastic-free in bambù e fibre di carbone vegetale, così come esistono dentifrici solidi in pastiglie in confezioni non più in plastica, quindi anche in questo caso avrete una valida alternativa sostenibile.</p><h4><strong>Trucco e parrucco: immancabile make-up</strong></h4><p>Sono sicura che ognuna di voi ha una linea di prodotti a cui è affezionata e non sono qui per convincervi a cambiarla, piuttosto mi sento di dirvi che il viaggio potrebbe essere l’occasione per sperimentare qualcosa di nuovo. Provate ad investire in trucchi più naturali, non testati sugli animali, all’ avanguardia nella riduzione o riciclaggio del packaging  e che magari investano parte della vostra spesa nella tutela dell’ambiente. Altrimenti potete seguire la mia politica: non truccarsi. Si, ovviamente ho lasciato nel beauty un fard, un eyeliner e un mascara, ma non li uso praticamente mai. Il viaggio è soprattutto questo, sperimentare, quindi per una volta provate la sensazione di sentirvi libere dal vincolo di dovervi mettere cipria e rossetto per sentirvi in ordine. Dopo un mese di sperimentazione sulla mia pelle posso assicurarvi che lasciare la pelle libera di respirare per un po’ darà i suoi frutti. Insomma, prendete il viaggio come un trattamento estetico e poi ditemi se non troverete la pelle più pulita e luminosa.</p><p>Ovviamente se non potete fare a meno del make-up, portate con voi anche dei buoni <strong>prodotti struccanti</strong>: anche in questo caso la Lush mi ha offerto delle soluzioni eccellenti. Dipende dalla lunghezza del vostro viaggio e dai posti che visiterete, ma ci sono due principali opzioni: il latte <a href="https://it.lush.com/products/detergenti-e-scrub-viso/sleepy-face">detergente in saponetta</a> o in <a href="https://it.lush.com/products/detergenti-e-scrub-viso/7-3-0">dischetti</a>. Il primo ovviamente durerà più a lungo, mentre i dischetti hanno la durata di una settimana e dovrete comprarne in numero maggiore. Dopo l’uso del sapone, non usate i soliti <a href="https://amzn.to/37zYUmo"><strong>dischetti di contone</strong> </a>usa e getta, comprate la versione di quelli lavabili o portatevi una salviettina in microfibra.</p><p>Lo so, vi state chiedendo: “<strong><em>E come faccio a sistemarmi i capelli</em></strong>?”. Sicuramente necessario è avere con voi almeno un piccolo asciugacapelli da viaggio; se come noi deciderete di fare un viaggio all’avventura, cercando di spendere il meno possibile, sappiate che in ostelli e campeggi non ne troverete, quindi è bene avere il vostro a disposizione. Il resto lascio decidere a voi: sapete meglio di me quanto i vostri capelli siano domabili o meno e lo stile “capelli selvaggi” va alla grande per le viaggiatrici in giro per il mondo. Vale un po’ quello che vi ho detto per il trucco: sperimentate! Io ho rinunciato totalmente all’idea di portare una piastra per i capelli, anche se vi assicuro che ogni tanto i miei capelli gonfi gridano pietà, ma questo non significa che dobbiate farlo anche voi. Se per voi è così importante rinuncerete sicuramente a qualcos’altro per far spazio ad una piastra da viaggio. Ormai ne esistono di talmente piccole che vi prenderanno lo spazio di un astuccio! Ovviamente non dimenticatevi mollette, elastici, forcine, tutto quello che vi è utile per acconciare i capelli nelle condizioni più disastrose.</p><p>Per concludere questo articolo tutto al femminile voglio condividere con voi un’ultima cosa: le donne di tutto il mondo ci tengono ad essere curate ed affascinanti, ogni cultura usa i propri rimedi di bellezza, quindi prendete il viaggio come l’occasione per scoprire i segreti delle donne di tutto il mondo! Troverete oli essenziali dai profumi esotici, creme per il corpo soffici come il burro, prodotti naturali dalle proprietà sorprendenti; insomma, non è proprio necessario che portiate tutto con voi, come sempre quello che vi servirà lo incontrerete lungo il cammino.</p><p>Spero che i consigli qui riportati siano stati utili, ovviamente avrei potuto aggiungerne molti altri! Per cui se avete ancora curiosità e domande, scrivetemi pure aggiungendo un commento qui sotto, sarò felice di condivire qualche altro trucco con voi!</p>						</div>
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