TURISTA O VIAGGIATORE SOSTENIBILE

Per dare una definizione di turismo sostenibile è necessario avere in mente la differenza tra un turista ed un viaggiatore: il primo cerca un luogo dove rilassarsi, spegnere il cervello, senza avere preoccupazioni o necessità di interagire con altre persone (a meno che non siano turisti come lui o dipendenti delle strutture turistiche). Ricerca lusso, comodità e un ambiente consono alle sue aspettative, raccolte attraverso cataloghi di viaggio, foto trovate su instagram, immagini televisive o pubblicitarie. La sua idea di viaggio è una vacanza nella quale trovare forme di divertimento molto simili a quelle ricercate a casa propria; quanto più il viaggio sarà organizzato nei minimi dettagli, tanto meglio sarà la sua soddisfazione alla fine della vacanza.

Pensate invece ad un modo di viaggiare diverso, in cui si possano fare esperienze umane profonde, tornando a casa con ricordi indelebili e la sensazione di avere vissuto una avventura unica nel suo genere. Esplorare paesaggi incontaminati, entrando in contatto con persone di culture diverse dalla nostra, con storie e racconti mai ascoltati prima. Vivere per qualche tempo immersi in un’atmosfera stimolante, accompagnati da un senso di libertà intenso e inebriante. Tutto questo vi rende un viaggiatore: vi state muovendo al di fuori dei vostri limiti mentali, sperimentando sempre più spesso una sensazione di novità.

Ora immaginate che tutto questo si possa fare dando la possibilità alle popolazioni dei Paesi meno sviluppati di migliorare le proprie condizioni di vita, e allo stesso tempo preservando il pianeta e la natura. Come, vi chiederete…

Diverse definizioni sono state date negli ultimi decenni di questo nuova forma di viaggiare; aprendo un libro sull’argomento troverete all’interno diversi riferimenti al turismo sostenibile, a quello responsabile, all’ecoturismo, al turismo solidale o a quello comunitario. Non vi spaventate: puntano tutti nella stessa direzione. Non voglio costringervi a leggere tutte le differenze tra queste forme di turismo. Una volta finito l’articolo, se avrete voglia di approfondire l’argomento, potrete farlo per conto vostro grazie alla bibliografia inserita nelle note.

Invece, qui voglio concentrarmi sui principi di base che le accomunano; per viaggiare in maniera diversa è necessaria la cooperazione di diverse figure: il viaggiatore, il tour operator – e le sue guide, se volete essere accompagnati – e le comunità che vi accolgono. Tutti devono giocare la loro parte per organizzare un viaggio durante il quale si riesca a fare esperienze autentiche e consapevoli, ad inquinare il meno possibile, contribuendo allo sviluppo socio-economico del Paese visitato.

Ogni forma di viaggio che non riduca la disponibilità e la qualità delle risorse dei luoghi visitati e non comprometta la possibilità dei viaggiatori futuri di godere delle stesse opportunità, rientra nell’esperienza turistica di cui siamo, in questo blog, appassionati promotori.

PRIMA, DURANTE E DOPO: i momenti del turismo sostenibile

Per arrivare a questo obiettivo, è necessario suddividere il viaggio in tre fasi distinte: un prima, un durante e un dopo.

Prima di partire, Il viaggiatore deve raccogliere quante più informazioni possibili sugli usi e i costumi locali per essere sicuro, durante il viaggio, di non adottare comportamenti ritenuti offensivi o sconvenienti dalle popolazioni ospitanti. Inoltre, documentandovi sulla storia e la società del paese visitato potrete avere maggiori possibilità di iniziare delle conversazioni con la popolazione locale visto l’interesse dimostrato alle loro tradizioni e situazioni di vita.

Qualora aveste deciso di viaggiare acccompagnati, dovete rendervi disponibili ad incontri preparatori, organizzati dal tour operator, nei quali confrontarvi con gli altri partecipanti sulle aspettative rispetto al viaggio, sulla conoscenza del Paese visitato, con informazioni di tipo geografico, politico, sociale ed ambientale.

Leggete con attenzione l’itinerario di viaggio, facendo attenzione alla presenza di progetti solidali e/o ambientali a cui poter prendere parte; inoltre, informatevi sull’eticità del viaggio, in particolare chiedendo al tour operator la scomposizione in dettaglio del prezzo finale della prenotazione per ogni voce di spesa, così da controllare che una quota del ricavato sia devoluta direttamente alle comunità locali o ad ONG che operano sul territorio di destinazione (c.d. quota di solidarietà), e a favore di progetti per la compensazione delle emissioni di CO2 (i c.d. carbon offset).

Il tour operator, da parte sua, si deve impegnare prima del viaggio a scegliere strutture ecocompatibili, trovare partner locali impegnati a rispettare le norme sindacali minime e, allo stesso tempo, a formare il personale locale; scegliere servizi di accoglienza a carattere familiare, fruibili anche dai locali. Inoltre, deve interpellare le comunità ospitanti per verifcare la disponibilità al turismo in una area circoscritta, compiendo una valutazione sui possibili impatti del turismo stesso sull’ambiente e sulla cultura.

Durante l’itinerario, il viaggiatore cerca prodotti e manifestazioni espressioni della cultura locale: ricordatevi di salvaguardarne l’identità, rispettando l’ambiente e il patrimonio storico. Non acquistate prodotti di cui non conoscete la provienza e, quando possibile, scegliete di finanziare i piccoli artigiani locali. Tutti questi consigli vi risulteranno molto più semplici da applicare grazie alle informazioni raccolte prima della partenza.

Durante il viaggio, il tour operator metterà a disposzione delle guide preparate su temi ambientali ed ecologici, esperti del territorio, le quali consiglino il viaggiatore nelle sue scelte e lo aiutino a vivere un’ esperienza consapevole e autentica. A questo proposito, è bene informarsi prima del viaggio sulle competenze della guida; chiedete all’organizzatore stesso di fornirvi qualche dettaglio in più o ricercatelo nella pagina web del tour operator.

Una volta tornati, dedicate del tempo a riordinare nella vostra mente le esperienze vissute e fate vostri gli insegnamenti e le diverse prospettive acquisite. Se avrete raccolto del materiale fotografico o scritto un diario di viaggio potrete spendere del tempo a rivederlo e meditarci sopra.

Il tour operator dovrà, invece, condurre regolarmente analisi sul territorio in cui l’itinerario è stato tracciato per verificare l’insorgenza di problematiche ambientali, sociali o econimiche legate al turismo; in questo modo, potrà correggere la rotta, strada facendo, migliorando la sosteniblità dei propri prodotti turistici.

Viaggiare in un altro modo è possibile; per farlo è necessaria un pò di preparazione e intraprendenza, ma le soddisfazioni sono molte ed una volta intrapresa la strada se ne vedono solo i benefici. Viaggiare è una delle pù antiche esigenze e pulsioni umane; dobbiamo riscoprirla per tutto quello che ha sempre significato: la voglia di esplorare, conoscere se stessi e il diverso.

La vita è un’avventura: vivetela come tale!

Note bibliografiche:
M. DAVOLIO, C. MERIANI: Turismo responsabile. Istruzioni per l’uso, Touring 2011;

M. DAVOLIO, A. SOMOZA: Il viaggio e l’incontro. Che cos’è il turismo responsabile, Altreconomia 2016;
www.AITR.it